Un altro termine da videogiocatore o appartenente al mondo dei social network è bannare. Spesso si sente dire, nelle conversazioni tra utenti “sei stato bannato” senza capire realmente cosa significhi.

Semplicemente bannare significa espellere un videogiocatore oppure un utente di un social network. Parliamo di Internet per cui il ban (l’espulsione) è una delle misure più drastiche per impedire che vengano infrante delle regole di comportamento importanti.

Bannare nei videogiochi

Questo termine è divenuto assai utilizzato nei giochi online, a causa sia della loro diffusione, che della consapevolezza da parte delle piattaforme che li ospitano, di mantenere un ambiente positivo, pena la fine del divertimento e quindi del business.

Si viene bannati per molti aspetti, il più importante è senza dubbio l’utilizzo di pratiche sleali per cui si acquisisce illecitamente un vantaggio nel videogame. Un tipico esempio è dato dai cosiddetti cheater, coloro che barano alterando le modalità di gioco.

Purtroppo i cheater son diffusi e XBox o Sony non riescono a porre un freno se non in particolari casi. L’utente che giocando si accorge che l’avversario sta usando trucchi può fare la segnalazione, inviando la clip interessata.

Non si arriva a bannare tutti coloro che utilizzano trucchi illeciti poiché le segnalazioni sono moltissime e perlopiù infondate. Giocatori molto abili vengono spesso scambiati per cheater e questo non fa che aumentare il numero di lamentele fasulle a discapito di quelle vere.

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Un altro esempio è dato dall’utilizzo dei cosiddetti rapid fire o chiavette USB. Il loro impiego si è ormai diffuso e rappresenta un vero e proprio business per i loro produttori. Nella sostanza si alterano le condizioni normali di gioco incrementando il ratio di fuoco.

Oltre a questi vantaggi i joypad modificati permettono di fare delle combo di gioco che rendono il proprio personaggio nettamente più forte di chi non li usa.

In questo caso la tolleranza è divenuta massima, per cui in alcuni giochi online è meglio non giocarci proprio a meno che non si abbia l’intenzione di usarli.

Si viene bannati anche per altre ragioni, tra cui ci sono le minacce verbali e scritte, oppure il sospetto di essere un utente pericoloso per la sicurezza. A questo scopo le connessioni della PS4 vengono vagliate molto attentamente ed etichettate secondo il tipo di NAT. In casi estremi si può essere bannati a causa del proprio provider di servizi internet finito in black list.

Per essere riabilitato ad un gioco online si dovrà chiamare la Sony (per PS4) o la XBox per chiedere chiarimenti oppure per dimostrare la propria innocenza, i siti internet hanno i riferimenti per contattarli via mail e telefono.

Bannare nei Social Network

In Facebook, Instagram e in tutti quelli ove si formano community, essere bannati assume un aspetto ben più serio. Facebook nel 2018 ha annunciato le linee guida per cui si può essere bannati dando all’utente un tempo minimo di 24 ore per appellarsi. Le motivazioni per arrivare a bannare un utente (e non un singolo messaggio), sono legate ad aspetti di ordine pubblico, al decoro, le nudità, gli insulti e le minacce e così via. Col passare del tempo i controlli in rete sono aumentati, lo dimostrano i tentativi di porre un argine all’ondata di fake news che ha creato non pochi disagi e che ha persino influenzato le elezioni elettorali.

Nel mirino ora ci sono i gruppi di haters che perseguitano personaggi noti. Molte persone pensano di comportarsi male in rete a causa del fatto di non trovarsi faccia a faccia con l’interessato. La mancanza di controlli ha portato la consapevolezza che la rete sia un luogo diverso dal reale dove tutto è possibile. Il limite è stato oltrepassato e per questo motivo le maglie dei controlli si stanno chiudendo sempre di più. Il ban diviene quindi la prima forma di argine per poter difendersi dal comportamento illecito altrui.

La vastità degli utenti e la loro incessante attività social rende praticamente impossibile automatizzare le espulsioni.

Considerazioni finali

Da notare che molti dei termini importati dall’inglese sono perfettamente identici a quelli italiani. Bannare corrisponde a bandire ma nessuno lo userà mai. Stessa cosa dicasi per altri termini famosi che si utilizzano in rete come buggare, o ancora di più laggare.

Se vieni bannato ora sai cosa significa, se invece presumi che qualcuno si stia comportando fuori le regole del Social o del videogioco, puoi segnalarlo.