Il mitico Commodore 64

Per chi ha più di 40, ma direi anche 45 anni  il ricordo del Commodore 64 rappresenta un periodo straordinario e pieno di entusiasmo. I mitici anni ’80 si ricordano anche per il primo vero personal computer.

L’emozione di tornare a casa da scuola e trovarsi un oggetto così rivoluzionario non ha avuto paragoni con gli aggeggi seppur straordinari di questi anni.

Se sei più giovane, per capire ciò che si provava ad aver posseduto un Commodore 64, dovresti immaginare di avere tra le mani una bacchetta magica vera. Proprio così sembrava magia pura.

Rispetto ad un computer di oggi ovviamente non ci sono paragoni, ma occorre tener presente che non esisteva un sistema operativo quando lo accendevi. Dovevi programmarlo da zero e questo era il bello. La magia la creavi tu.

Chi si ricorda che tipo di programmazione si poteva fare? ebbene si me lo ricordo bene. Era il GW Basic.

Non c’era WIndows, nulla di nulla. Lo accendevi e si accendeva anche il cervello.

Un po’ di dati per ricordarci il Commodore 64

Per le caratteristiche tecniche specifiche ti rimando a Wikipedia, clicca qui.  Mi interessa parlare del ricordo di un Computer che ha fatto la storia. In realtà è stato il Vic 20 il primo vero Pc per casa ma solo con il Commodore 64 i volumi di vendita sono balzati alle stelle. Con il C64 (così è stato ribattezzato in seguito) c’erano altri computer che in  qualche modo gli facevano concorrenza, tra questi lo ZX Spectrum era considerato il rivale più agguerrito.

Il successore del Commodore 64 fu il Commodore 128 ma ormai il futuro era iniziato ed alle porte bussavano tutti quei nerd che in seguito sarebbero divenuti miliardari  imparando i segreti della programmazione sul Commodore 64.

Il numero 64 indicava i K della Ram. Allora era una specie di rivoluzione poiché all’inizio degli anni ’80 nessuno aveva concepito un personal computer così potente, per soli 600 $.

In Italia dal marzo del ’83 il prezzo di lancio era di ben 973.500 lire. Mio padre me lo comprò per poco meno di 800 mila lire.

Per salvare i file creati o per giocare c’era un registratore a cassette, il Datassette. Era un dramma quando ti appariva la scritta LOAD ERROR poiché sovente si rischiava di dover riscrivere tutto il programma appena creato.

Ancora una chicca, la mitica e rumorosa stampante con la margherita. Si chiamava MPS 801 e scriveva nelle due direzioni con l’utilizzo di aghi. Doveva essere appoggiata su un mobile ben piantato poiché oscillava parecchio.

Il Biscottone è diventato un oggetto da collezione

Per i fortunati che hanno saputo conservare un cimelio del genere non c’è che essere soddisfatti. All’inizio degli anni 2000 il sentimento per gli old computer è cresciuto e con esso il business dell’antiquariato elettronico. I Commodore 64 di prima generazione sono valutati, se completi di imballaggio integro, fino a 1.000 $. Nel tempo il loro valore crescerà c’è da scommetterci.

La prima generazione contempla alcune caratteristiche estetiche e tecniche differenti dalle successive. Innanzitutto la scritta Commodore a sinistra e 64 sulla destra in una placca argentata. Poi l’uscita video con 5 pin e non 8 come per i successivi e ovviamente il microprocessore .

Lo sapevi che è stata colpa del Commodore 64 la caduta dell’Atari? Un altro mito della old generation che non ha saputo rispondere alla potenza del Commodore.

I Pc da allora sono cresciuti enormemente, e continuano a farlo, ma la sensazione di avere il potere di creare è svanita, i pionieri si rinchiudevano nei box e mandavano a monte gli studi, è successo a molti di quella generazione perdere anni di scuola. Qualcuno di loro ce l’ha fatta, agli altri, me compreso, rimane uno splendido ricordo.