Ci siamo talmente abituati alle novità tecnologiche dal non prendere nemmeno più in considerazione che qualcosa possa andare storto. Stiamo per entrare in un’altra rivoluzione, figlia di quella di Internet in cui la parola magica è I.A. L’intelligenza artificiale domina ormai le aspettative in tutti i campi economici e sociali.

I vantaggi della domotica, sono indubbi, la cosiddetta smarthome, tanto decantata nei film di fantascienza è solo una questione di tempo. Il colpo decisivo lo ha dato Amazon e Google con i loro prodotti rispondi tutto, immessi sul mercato natalizio a pochi euro.

Nelle nostre case abbiamo o avremo un inquilino che si occuperà di svegliarci, mettere la musica preferita e pian piano tirerà giù le tapparelle, risponderà al citofono, chiamerà il taxi, anzi Uber e molto altro ancora.

La domotica fatica a prendere piede poiché è ancora parcellizzata, manca una visione unitaria e soprattutto un chiaro vantaggio rispetto alla casa tradizionale.

Quali sono gli elementi che renderanno possibile la realizzazione del futuro? La domotica è l’ultimo dei tasselli, in realtà tutto è possibile grazie alla rete superveloce, senza la quale nulla ha senso.

Il 5G è alle porte e grazie ad esso il mondo virtuale diverrà tangibile. I social network hanno soddisfatto il bisogno umano di collegamento tra le persone. Ognuno di noi volente o nolente ha un proprio account su uno dei tanti social network. La super-connessione ci metterà in contatto con le cose (IOT), completando così il nostro desiderio di magia.

Tutto bello e fantastico, probabilmente l’economia mondiale prenderà una boccata d’ossigeno e ci sentiremo tutti buoni, bravi e felici! E’ proprio così? abbiamo fatto tutti i compitini giusti per meritarci tale futuro?

Prima di sollevare i dubbi mettiamo ordine su quali cose sono realmente utili e faranno la differenza e quali invece rimarranno a livello di gadget.

Domotica che funziona e domotica che non serve

Va da se che il futuro non può non realizzarsi, lo abbiamo imparato nel corso dell’ultimo secolo. Le scoperte scientifiche producono beni che vengono immessi sul mercato ad una velocità straordinaria.

Prima ancora della scoperta scientifica c’è il ruolo fondamentale che hanno i visionari. Il primo tablet non lo abbiamo visto nei primi anni duemila, ma decenni addietro grazie a Gene Roddenberry (il creatore di Star Trek), così come lo smartphone moderno.

La stessa cosa sta capitando per la casa domotica. Pensa infine ai quadri animati di Hogwarts oggi alla portata di tutti, anche se non hanno avuto un grande successo.

La casa domotica sarà semplicemente la casa, ma ci vorrà del tempo per uniformare gli standard e avere un vero regista, un  po’ come è capitato grazie alla Apple che ad un certo punto ha messo assieme tecnologie già esistenti, per creare il primo vero smartphone.

Il risparmio energetico è sicuramente un argomento che spingerà la domotica, ma non è il solo. Più rapidamente si svilupperanno i controlli medici a distanza, serve uno scatto generazionale ma è una strada già delineata.

Il medico via tablet che leggerà i valori derivanti da apparecchi che avremo in dotazione. Le analisi le farà il water. Queste tecnologie sono già disponibili ed in alcune parti del mondo sono la normalità come ad esempio in Israele.

Certo anche gli elettrodomestici si occuperanno di incombenze alle quali non vogliamo più nemmeno pensarci. Se la spesa arriva a casa perché la ordiniamo tramite smartphone, tra poco sarà il frigorifero ad ottimizzare i consumi ed a proporci una lista della spesa settimanale, che al nostro ok sarà direzionata online.

Il videocitofono servirà a rispondere non solo quando si è a casa, ma sarà semplicemente una chiamata che riceveremo a prescindere da dove saremo.

Si potrebbe proseguire per un bel numero di prodotti ma il quadro è abbastanza delineato.

Più corposo è il settore dei trasporti, mentre tutti guardano alla macchina a guida autonoma, e a quella elettrica, quasi in sordina si sono realizzati i primi taxi droni che inizieremo a vedere in azione già nel 2020.

Bell e Uber si sono portati molto avanti ed hanno prodotto Nexus, un esacottero che promette di farci fare il balzo decisivo per decongestionare il traffico e le città. Ancora una volta si tratta di un futuro già visto al cinema.

Intelligenza artificiale, spuntano i primi dubbi

Anche in questo caso si tratta di un deja vu, sono talmente tanti i film e le serie Tv che parlano di presagi tecnologici che sembra di esserci già in mezzo.

Ci sono due segnali che in questi ultimi tempi hanno fatto sorgere dei sospetti di danni collaterali derivanti da una possibile presa di coscienza da parte dell’intelligenza artificiale.

Il primo episodio risale all’estate del 2017 in cui due bot studiati dai ricercatori di Facebook, sono stati messi l’uno di fronte all’altro, con l’obiettivo di comunicare liberamente l’uno con l’altro.

Dopo qualche minuto i due, chiamati Bob ed Alice, hanno iniziato ad usare un inglese incomprensibile agli umani. Il team di sviluppo, probabilmente in allarme, ha semplicemente staccato la spina.

Cosa c’è di vero e cosa invece è stato gonfiato in rete?

L’esperimento è stato eseguito proprio come raccontato, ma ad interrompere la comunicazione trai due bot “conversazionali” è stata la necessità di correggere un errore di programmazione. Tra le varie possibilità che avevano i due, c’era anche quella di poter trovare un modo semplificato di comunicare, così hanno fatto.

La questione è più a monte, ora sappiamo che i robot possono conversare non più a comando, tutto dipende dalle informazioni di confine, se non vengono ben delineate, margini di rischio anche seri, ci sono.

Tutto ciò si è poi verificato in un altro episodio dove c’entra l’ormai noto imprenditore e visionario sudafricano Elon Musk, il papà di Tesla.

Open AI, un’azienda finanziata da Musk, ha prodotto un software chiamato GPT2 in grado di scrivere in autonomia articoli. Il problema è che è così bravo da ingannare il lettore poiché si avvale di una massa di informazioni che trae da internet, e della possibilità di imitare e migliorare qualsiasi stile di scrittura.

La decisione di non divulgare questo programma sta nella sua pericolosità di utilizzo. Sarebbe un generatore di fake news potentissimo e capace di ingannare il lettore citando ad arte fonti che egli stesso può fabbricare.

Conclusioni

Nessuno vuole fermare il futuro, fame, malattie e lavoro attendono nuove risposte. La domotica può essere un settore importante per rilanciare l’economia e potenzialmente per far quadrare i conti della famiglia ma anche liberare energie sprecate oppure totalmente assorbite dall’attuale sistema sociale e statale.

La super connessione renderà possibile l’IOT (Internet Of Things) e il nostro modello sociale cambierà in positivo.

Oltre alla connessione è importante lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ci si chiede se sia giusto che venga lasciata alla mercé di chiunque? siamo certi di poterla controllare?

Qualche segnale inquietante lo abbiamo già ricevuto.