Un argomento molto intrigante soprattutto perché riguarda il presente ed il futuro. Si può dire che siamo entrati nell’era dell‘Intelligenza Artificiale comunemente chiamata A.I. (Artificial Intelligence).

Senza ripetere quanto già riportato da Wikipedia si può dire che si tratta di una branca dell’Informatica che cerca di creare delle macchine intelligenti, nel senso umano del termine. Come arrivare ad avere dei veri e propri robots che ragionano in maniera autonoma, è una questione di software.

Cosa deve risolvere la ricerca specializzata in A.I.:

  • Conoscenza – disporre di dati tramite un database o un accesso diretto alle informazioni
  • Elaborazione – è la parte del ragionamento che ha l’uomo e che consiste, nel caso di AI, nel calcolo delle probabilità
  • Risoluzione di problemi specifici – al termine dell’elaborazione la macchina dotata di intelligenza artificiale deve prendere una decisione
  • Percezione – comprendere il contesto di una decisione significa inserirla in un quadro che presenta delle tipicità, in pratica la percezione assicura la coerenza della decisione
  • Apprendimento continuo – le macchine si basano sul concetto di prova ed errore, il loro funzionamento è incessante e termina solo quando hanno convalidato la decisione presa. Questa diventa lo storico su cui si fonderà la decisione di un caso analogo successivo
  • Pianificazione delle attività – ogni attività deve essere correttamente inquadrata per priorità e attraverso di essa si determina il pensiero razionale
  • Capacità di intervenire nel mondo fisico trasformandolo

L’Intelligenza Artificiale si basa su un data base dinamico

L’essere umano ha una piena conoscenza del mondo che lo circonda. Tale conoscenza non riguarda solo lo storico ma anche il futuro. Una macchina dotata di Intelligenza Artificiale deve avere un’immensa capacità di calcolo e di conservazione dei dati.

Tutto ciò significa che è necessario attivare l’apprendimento automatico e non guidato da una fonte di input. Sostanzialmente la AI si basa sul concetto di crescita così come lo conosciamo come esseri umani. Le macchine intelligenti devono essere dotate di regole per individuare i flussi di dati (conoscenza) e saperli catalogare per poi utilizzarli.

La teoria del comportamento computazionale è una braca dell’informatica che si occupa di studiare algoritmi in grado di fornire ad una macchina le abilità specifiche del cervello umano.

La robotica è un’altra parte della AI che cerca di risolvere problemi di movimento, manipolazione, individuazione e riconoscimento. Dalla robotica le macchine apprendono come interfacciarsi col mondo per ricevere dati di input continui.

Intelligenza artificiale e computer quantistici

Stranamente quando si parla di AI non si accenna quasi mai ai computer quantistici. Probabilmente ciò accade perché è in atto una vera e propria guerra fredda per arrivare a produrli e dominare quindi un settore sterminato dell’economia.

Il computer quantistico si fonda sulle leggi della fisica quantistica nota ormai da più di un secolo. Il link con l’intelligenza artificiale riguarda la capacità di calcolo enormemente aumentata per il fatto che sussistono tre caratteristiche in grado di far compiere ai computer tradizionale (basato sul calcolo binario), un balzo epocale, e con essa anche alla AI.

Un computer che si basa sulla fisica quantistica usa alcune leggi decisamente rivoluzionarie:

  • La funzione di calcolo avviene in parallelo visto che 0 e 1 possono coesistere contemporaneamente;
  • Due qubit sono correlati (entanglement) per cui la capacità di calcolo sfrutta la proprietà di correlazione che è totalmente indipendente dallo spazio che intercorre tra i due
  • L’interferenza quantistica che deriva dalla natura del movimento ondulatorio delle particelle che possono sovrapporsi oppure essere in posizioni opposte dell’onda.

I problemi da risolvere sono ancora molti ma potrebbero essere già stati superati, per lo meno alcuni di questi che riguardano:

  • la necessità dell’assenza di vibrazioni in assoluto, per cui è fondamentale costruire un hardware che imprima il cosiddetto zero assoluto
  • lo sviluppo del quantum computing per sviluppare algoritmi idonei a risolvere problemi grandi come quelli legati alla criptazione e alla privacy.

IBM con il suo Big Blue e Google e della NASA con il D-Wave Two sono le realtà più avanti avendo già prodotto un computer quantico capace di velocizzare lo sviluppo verso la commercializzazione. In particolare Google ha dichiarato di voler raggiungere la “Supremazia quantica” nel giro di pochi anni, staremo a vedere.

Intelligenza artificiale alcuni esempi

La AI è in pieno fermento, il campo più pubblicizzato e dove si sono concentrati i maggiori investimenti (si parla di miliardi di dollari), sono le auto a guida autonoma. Praticamente tutte le case automobilistiche, ma anche i colossi del web, stanno investendo risorse ed energie per provare che un veicolo è in grado di eliminare la guida umana.

Altri settori sono fortemente interessati, in alcuni casi si è dovuto “staccare la spina” per evitare sviluppi non prevedibili. E’ il caso dei due computer dotati di AI messi in comunicazione dai tecnici di Facebook. Dopo alcune frasi comprensibili, le due entità hanno iniziato a parlare una lingua sconosciuta rendendo necessario il drastico intervento umano.

E’ poi sotto gli occhi di tutti l’avanzamento della AI dell’algoritmo di Google che oggi riesce a comprendere l’intento degli articoli che vengono pubblicati e nello stesso tempo li accoppia alle ricerche degli utenti con sempre maggiore precisione.

Implicazioni morali della AI che nessuno dice

E’ noto a tutti che il passaggio dell’intera vita umana all’intelligenza artificiale possa contribuire a risolvere parecchi problemi che ci assillano e preoccupano.La ricerca contro malattie devastanti come il cancro, ne è solo un esempio.

Già oggi in alcune applicazione di AI si sono prodotti farmaci che i ricercatori da soli non sarebbero stati in grado di scoprire. Oltre al campo medico, la comunicazione, i sistemi produttivi e tutto ciò che oggi faticosamente facciamo con l’ausilio della forza e dell’intelligenza umana, semplicemente passerebbe alle macchina intelligenti.

Purtroppo però dobbiamo pensare alla nostra vera natura per capire cosa potrebbe succedere. Tra tutti gli esseri viventi l’uomo ha dimostrato di essere una specie distruttiva, nel vero senso della parola. Le specie viventi in un solo secolo si sono dimezzate, per non parlare della continua aggressione al territorio.

Si parla di problemi ambientali e di clima per dire la stessa cosa, l’uomo distrugge con l’avanzare delle sue conoscenze. L’intelligenza artificiale non è altro che la trasposizione del modo di operare di un essere umano ma cento mila volte più potente.

Il problema fondamentale che dobbiamo porci è: se diciamo alle macchine di comportarci come facciamo noi, quanto dura il mondo in cui viviamo? la risposta è quasi scontata. Ciò comporta un problema morale enorme e difficile da risolvere, ma che rappresenterebbe un balzo in avanti enorme come specie abitante di questo pianeta.

Tra le leggi da imprimere in ogni singolo algoritmo destinato alla AI bisognerebbe avere la forza di prevedere una semplice legge”nessuna decisione è valida se prevede la distruzione dell’ambiente“.