Il metaverso non esiste

Tutti a parlare del Metaverso. Eppure il Metaverso non esiste. In questo articolo ti spiego perché il Metaverso non esiste e perché potrebbe essere un grosso errore per Facebook.



Come sempre, se preferisci il formato video ti lascio qui sotto il video sul metaverso che ho realizzato sul mio canale YouTube. Penso che guardandolo capirai meglio cosa intendo.



Iniziamo!


Il metaverso non esiste.


Quello a cui stiamo assistendo negli ultimi mesi è la più grande campagna di marketing basata sul nulla degli ultimi anni.


Il concetto di metaverso non è nulla di nuovo, è vecchio almeno quanto la fantascienza. Di fatto l’idea di un metaverso è alla base di opere come Matrix (1999) o Ready Player One (2011).


La mossa di Facebook

La parola “metaverso” è tornata di moda a ottobre 2021, quando Facebook ha annunciato che avrebbe cambiato il nome della sua azienda in Meta. Durante la presentazione di Meta, Mark Zuckerberg in persona ci ha spiegato cosa intende con Metaverso.


Secondo Zuck, il metaverso è essenzialmente l’evoluzione dei social media: un luogo, a cui si può accedere solo se in possesso di un visore per realtà virtuale, dove le persone possono... fare cose.

Ognuno con il suo avatar, gli utenti nel metaverso possono giocare a dei giochi insieme e partecipare ad eventi speciali. Essenzialmente una versione multigiocatore e in realtà virtuale di The Sims.



E quindi?

Cos’ha di così tanto speciale questo metaverso da aver spinto Facebook a cambiare addirittura nome?

Nulla in realtà.

Non ha niente di diverso da ciò che abbiamo visto da 15 anni a questa parte in giochi come World of Warcraft o Second Life. Il fatto che sia tutto in realtà virtuale può sembrare figo all’inizio, ma se ci pensi bene quante persone hanno a disposizione un visore? E quante di queste riescono a tenerlo indosso per qualche ora prima di star male?


La disperazione di Facebook

La scelta di Facebook - si, continuerò a chiamarla così perché alla fine il nuovo nome non cambia niente - di puntare tutto sul metaverso ha delle ragioni molto più profonde di quanto pensi.


Sono anni che Facebook, il social, è in crisi, non tanto economicamente ma a livello di utenti, che sono ancora tanti ma sempre più vecchi e sempre meno interessati.

Instagram d’altro canto, che era diventato il rifugio per gli utenti più giovani, sta palesemente perdendo contro TikTok.


Quindi dopo aver provato a copiare TikTok introducendo i Reel su Instagram, Facebook non sapeva più che pesci prendere.

Inoltre Apple ha praticamente distrutto il business model di Facebook su iOS in pochi mesi, rilasciando un aggiornamento che obbligava le app come Facebook e Instragram a chiedere il permesso degli utenti per poter raccogliere i loro dati.


Tutto questo ha portato alla nascita di Meta e al metaverso di Facebook.


Ok ma quindi cos’è esattamente il metaverso?



Il metaverso che c'è ma non c'è

Questa domanda oggi mette in difficoltà anche gli "esperti".

Il metaverso, per come concepito oggi, non è altro che il tentativo di Facebook di creare un social in realtà virtuale.


Un luogo virtuale dove fare quello che si fa oggi sui social: comunicare, condividere esperienze, scambiarsi opinioni in modo molto pacifico e giocare.


Ma allora cos’ha di diverso dai social di oggi?


Le vere intenzioni dietro al metaverso

Per gli utenti, niente di niente. Continueranno a fare quello che fanno ora, ma in realtà virtuale.

Ma per Facebook è la svolta.

È il modo per smettere di dipendere dalle pubblicità per sopravvivere, cosa che diventerà sempre più difficile man mano che le persone diventano più consapevoli della loro privacy e di come Facebook la distrugge ogni giorno.


L’obiettivo di Facebook è farti passare più tempo possibile in questo piccolo mondo controllato da loro, per poi venderti di tutto e di più a dei prezzi esorbitanti. Vuoi una nuova maglietta per il tuo avatar? Nessun problema, basta comprarne una dal negozio. Nuovi pantaloni? Nuove scarpe? Nuovo cappello? Tutto può essere comprato e rivenduto tra gli utenti. Del resto, se passi dieci ore al giorno nel “metaverso” di Facebook che male c’è a comprare una nuova borsa di Gucci per il tuo avatar?


All’inizio dell'articolo ho detto che il metaverso non esiste. Perché?


Il multiverso di metaversi

La mossa di Facebook ha spinto un sacco di aziende a creare il loro metaverso, anche quelle che non hanno idea di cosa sia o di come creare un metaverso.

E perché no?

Perché entrare a far parte del mondo di qualcun’altro, e dover sottostare alle sue regole, quando hai i mezzi e le risorse per creare il tuo?


Il risultato è che Facebook dice di essere il metaverso, Decentraland dice di essere il metaverso, Earth2 dice di essere il metaverso, persino Adidas dice di essere il metaverso.


Non puoi entrare nel metaverso perché non esiste IL metaverso.

Esistono solo una miriade di progetti che si definiscono il metaverso.


Ogni progetto è fine a sé stesso e non esistono interazioni tra i vari “metaversi”.

Alcuni sono palesemente delle truffe, altri potrebbero anche vedere la luce, ma non saranno mai un vero metaverso, inteso come un unico luogo virtuale da dove si può accedere a tutte le piattaforme e a tutti i giochi disponibili.



Tutto fumo e niente metaverso

Quello che tutte queste aziende offrono non è niente di innovativo. Interagire e parlare con altre persone in un ambiente virtuale non è una cosa nuova. L’aggiunta della realtà virtuale non cambia l’esperienza di fondo, gli da solo un aspetto diverso, oltre che creare una serie di nuovi problemi.


Anche tenere degli eventi in forma virtuale non è particolarmente nuovo.


Di recente Decentraland, il gioco “metaverso” basato su blockchain e criptovalute, ha caricato un video in cui mostra un rave virtuale, dove gli avatar stanno in piedi ad ascoltare musica dal vivo.


Entusiasmante, vero? Ti fa proprio venire voglia di buttartici a capofitto.


Metaverso è diventata la parola dell’anno e tutte le aziende tecnologiche vogliono una fetta della visibilità e degli investimenti che vengono parlandone.


Negli ultimi mesi sono nate centinaia di criptovalute con “meta” nel nome, collegate ad apparenti progetti di metaversi. Possiamo dire con certezza che almeno il 90 per cento sono palesi truffe, come per le criptovalute in generale del resto.


Ma supponiamo che qualcuna ce la faccia, e che tra qualche anno ci ritroveremo con una cinquantina di metaversi diversi. Avremo creato Matrix? No, avremo solo una cinquantina di giochini in realtà virtuale dove poter spendere, spendere, spendere per qualsiasi cosa.


Ma poi, in tutto questo, siamo sicuri che le persone vogliano un metaverso?


Non lo voglio il tuo meta-coso

La pandemia ci ha bloccati in casa, e con il lockdown è aumentato a dismisura l’utilizzo di tutti i social.

Le persone volevano comunicare tra di loro.

Ne hanno bisogno.


E non potendolo fare di persona si sono affidate agli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione. Facebook ha notato questo trend e ha annunciato il suo metaverso.

A ottobre 2021.

Decisamente troppo tardi, quando le persone potevano finalmente uscire di nuovo e avevano voglia di vedersi di persona, e non certo di passare ore in una versione di Facebook in realtà virtuale.



Il meta-castello-di-carte che crolla

Finito l’hype iniziale dato dalla novità, anche gli investitori si sono ricreduti quando hanno visto i risultati di fine anno di Facebook.


Per la prima volta nella storia di Facebook il numero di utenti attivi è diminuito, e non di poco.

Questo, unito ai problemi nel continuare a raccogliere i dati degli utenti per le pubblicità, ha fatto crollare le azioni di Facebook di quasi il 30% in pochi.


E i dubbi sul metaverso rimangono. Quando tutti possono creare un gioco in realtà virtuale e chiamarlo metaverso, cos’ha di speciale quello di Facebook rispetto agli altri?


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